Il rapporto intatto con la natura del Casentino rispetto alle altre valli della provincia di Arezzo l'hanno reso negli ultimi anni meta di vacanze destinate al relax completo, lontani da smog e inquinamento acustico delle città.
All'interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi potrai fare lunghe passeggiate a piedi, trekking a piedi o a cavallo, il tutto nel massimo relax, e riscoprire un rapporto con la natura diretto e unico nel suo genere.
Poggio Scali, Capo d'Arno dove nasce il fiume Arno, la foresta della Lama, la riserva naturale di Sasso Fratino,
la diga di Ridracoli, il Castagno Miraglia e il lago degli Idoli.
Questi sono solo alcuni degli itinerari che puoi fare all'interno del Parco.
Anche se non fa propriamente parte del Parco Nazionale, segnaliamo nel versante fiorentino del Pratomagno da visitare la vicina riserva biogenetica di Vallombrosa con la millenaria foresta e l'abbazia dell'ordine dei vallombrosani.
Il nome dell'ente è Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, del Monte Falterona e di Campigna
per indicare che l'area tutelata si estende tra la Toscana e la Romagna.
Rispetto al versante romagnolo quello toscano è più dolce nel declinare e regala alla vista paesaggi unici, dal Mugello al Monte Penna.
L'area tutelata ricalca quella delle Foreste regie dell'Alpe Casentinese fatte tutelare da Carlo Siemoni per ordine del Granduca Leopoldo II di Toscana dopo secoli di sfruttamento intensivo da parte da parte dai monaci di Camaldoli e degli abitanti della valle.
La foresta casentinese veniva infatti come fonte primaria di sostentamento da cui si traevano la legna, i liquori, le essenze,
ma anche i profumi e gli ingredienti per le ricette medicamentose.
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